C’era una volta un villaggio che era situato vicino a un bosco magico.
Al centro del villaggio, su una collina, sorgeva il castello del re, dove viveva la principessa, una ragazza bellissima e giovane.
In una casa viveva, invece, una famiglia povera; la famiglia era mantenuta dal figlio David, un bravo ragazzo che sapeva maneggiare bene la lancia e tirare con l’arco.
Un giorno il padre morì e la madre s’incamminò verso un altro paese vicino.
Il giorno dopo, andando nella piazza del mercato, vide un funzionario del re che parlava; era in piedi su un palco di legno allestito velocemente dai soldati; l’uomo diceva:
- Stanotte è successa una disgrazia, lo scrigno della vita è stato rubato, non si sa chi è stato, ma il re esige che si setacci tutta la zona intorno al villaggio; chi lo troverà avrà una ricompensa molto speciale…
Tra la folla si sentivano ora dei brontolii.
- … ricordate, lo scrigno della vita è importantissimo per il nostro villaggio; ora tocca a voi, è la vostra opportunità di fare buona impressione al re. Chi volesse partecipare a questa ricerca si presenti al castello.
In quel momento un uomo esclamò:
- Ma ha che cosa serve lo scrigno della vita?
A quel punto l’uomo, che stava scendendo dal palco, si girò e disse:
- Senza quello scrigno inserito nell’albero della vita che si trova nel castello, noi non vivremo per sempre; noi ne abbiamo bisogno, se no ci pietrificheremo e finchè non ritornerà al suo posto tutti resteranno pietrificati.
Allora,
tutti
spaventati, corsero alle loro abitazioni, mentre il giovane corse al castello e
si presentò.
- Mi chiamo David e sono pronto a cercare lo scrigno.
Poco dopo, si accorse che era solo lui a cercarlo.
Poi, il ragazzo incontrò il re, che gli spiegò la missione e gli disse che non doveva fidarsi di nessuno lungo il cammino, perché nel bosco c’ erano creature malvagie.
Il ragazzo partì per il bosco, dove, ad un tratto, si accorse di essersi perso; un elfo, che lo aveva seguito, spuntò fuori e David, spaventato, si girò di scatto e puntò la lancia verso la faccia della creatura, che disse:
- Ho visto che ti sei perso, io ti posso aiutare. Cosa ne pensi?
- Va bene, vorrei che mi portassi dall’ altra parte del bosco.
Purtroppo non si ricordò di quello che gli aveva detto il re.
L’ elfo era malvagio e lo stava conducendo in un altro luogo. Ad un tratto l’ elfo si fermò e disse:
- Ecco, laggiù c’ è l’ uscita del bosco. Buona fortuna!!!!!
Il giovane era ignaro dell’ inganno e procedeva tranquillo, quando ad un tratto la terra si aprì e cadde
dentro una buca profonda circa tre metri.
Intanto, al villaggio le prime persone cominciarono a pietrificarsi, una di queste era il re.
In tutti i modi, il ragazzo tentò di uscire, ma gli era impossibile e si accampò lì per la notte.
Il
giorno dopo, al villaggio, erano ormai venti i pietrificati e il ragazzo era bloccato nella buca; dopo un po’ però gli venne in
mente un’ idea: usare la lancia come asta per darsi la spinta per saltare.
Ci riuscì, perché la lancia era lunga due metri e si poté aggrappare al
bordo della fossa.
Appena salito dalla buca,
il nostro eroe s’ imbatté in un altro pericolo: era assediato da elfi che
attaccarono e velocemente il ragazzo si difese con la lancia e atterrò il primo
senza però ucciderlo.
Intanto, altri tre elfi partirono alla carica, ma il giovane si scansò e loro
finirono nella buca.
David scappò; mentre correva, sentiva un battito d’ali e l’ eroe
girò la testa, guardò in su e vide un grosso drago. In quel momento scivolò, cadde
e si trovò di fronte l’ enorme creatura; indietreggiò,
ma da un tratto sentì una voce che lo chiamava:
- Ehi tu, vieni qui!
Il ragazzo si girò e vide un ometto che gli faceva segno di avvicinarsi e lui si accostò a quella figura che gli diede un grande arco tutto d’ oro e delle frecce dorate.
- Prendi questo, è un arco potentissimo, ma stai attento, perché il drago è veloce e può stenderti in una sola mossa!
Il giovane prese l’arco, lo tese e tirò la freccia che andò a conficcarsi nel tronco di un albero che subito divenne d’oro ed egli, stupito, si girò verso l’omino, aggrottando la fronte. Subito dopo, tese di nuovo l’arco e fece decollare un'altra freccia, che trapassò la testa del drago. Quest’ultima, dopo essersi trasformata in oro cadde pesantemente a terra.
- Bravo!!! Ce l’hai fatta! Io mi chiamo Jason.
- Grazie per l’arco, io mi chiamo David. Sto cercando lo scrigno della vita, che è stato sottratto al mio villaggio.
- Cioè, le persone si stanno pietrificando?
- Purtroppo sì, ma perché io non mi pietrifico?
- Perché sei fuori dalle mura del tuo villaggio, non appena rientrerai, comincerai a pietrificarti anche tu e dovrai correre per riuscire a salvare il villaggio. Mi dispiace, ma ora io devo andare, buona fortuna!!!
Anche David si incamminò, sperando di trovare lo scrigno, ma poco dopo comparve la figura di un altro elfo, che faceva la guardia a un albero.
- Che cosa fai? Chiese David.
- Niente. Faccio la guardia a questa pianta.
- Fammi passare!!!
- No!!!!!
Allora l’eroe lo prese per la collottola e lo scagliò contro un albero. La pianta nascondeva un buco che svelava un passaggio segreto. David entrò e si ritrovò in un posto misero e sudicio.
David si guardò intorno, ma il buio rendeva impossibile l’identificazione del luogo in cui si trovava.
- Benvenuto, finalmente mi hai trovato. Disse una persona avvolta nella penombraa
- Chi sei?
- Sono colui che opprime il tuo villaggio. Ho io lo scrigno.
- Dammelo!
- Prima, vediamo se sei in grado di meritartelo. Combatti!!!
- Subito le
finestre si aprirono ed entrò una luce accecante, poi, dopo aver
riacquistato la vista, David scorse il lontananz
a una persona alta e
tarchiata, che all’ improvviso cambiò aspetto e poi un’ altra volta e un’altra
ancora.
- Chi sei veramente ?
- Nessuno!
Dopo questa parola, una lunga cinghia invisibile colpì in faccia David, poi un laccio erboso lo avvolse stretto, però con tutta la forza che aveva in corpo, spaccò quel nodo e immediatamente tirò fuori l’arco, lo puntò verso la persona che gli stava davanti ad una distanza di tre metri e fece partire una freccia che si conficcò nel muro. Non capiva perché non lo aveva colpito.
- Sei cieco, sono qui!!!!!!! Mi vedi?
E lasciò partire un'altra freccia che colpì il muro.
- Svegliati! Sei lento.
Allora David si mise a lanciare a tutta forza le frecce in tutte le direzioni.
All'improvviso, in mezzo alla stanza comparve
una statua d'oro e in fondo alla stanza vide lo scrigno. Velocemente, David lo prese e cominciò a correre verso il suo villaggio e, dopo
un giorno di viaggio, arrivò e si trovò davanti ad uno spettacolo spaventoso:
tutto era di pietra!
Appena entrato nel
villaggio, sentì il piede duro e pesante: si stava pietrificando.
Infine, giunse al castello che la gamba
destra era pietra; velocemente, inserì lo scrigno nell’albero e comparve una
luce accecante e poi… la rinascita! Tutto era tornato come prima.
Tutti festeggiarono il loro eroe, anche il
re.
Intanto nel bosco era comparsa una statua
d’oro e tutti si chiedevano la provenienza; la portarono al villaggio e quando
David la vide, disse:
- No! No! Quello è il ladro dello scrigno,
l’ho trasformato in oro grazie a questo arco.
Dopo, dispiaciuto, il re disse a David:
-
Mi dispiace, ma non ci sarà nessun premio. Però ti chiedo di accettare almeno mia figlia in sposa e il titolo
di principe di questo villaggio.
Il giorno dopo David e Sara (la figlia del
re) si sposarono e vissero felici e contenti.
Luigi, prima B, anno
scolastico 2009 – 2010.